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Cioccolata Art Deco: una guida completa

Cioccolata Art Deco una guida completaChi ha più di cinquanta anni di sicuro avrà impresso nella memoria i due simpatici vecchietti che sorridevano teneramente dalla scatola di cacao, rigorosamente di metallo, della famosa azienda Talmone. Quella fu la prima scatola pubblicitaria in Art Deco.

Da allora molte aziende produttrici di cioccolato e dell’industria pasticciera in generale, cominciarono a vendere i loro prodotti in scatole di latta bellissime, che oggi sono diventate preziosi oggetti da collezione.

Facciamo un piccolo viaggio nel tempo per scoprire l’origine delle confezioni di ciocciolata Art Deco,

Cioccolata Art Deco

Talmone

Era il 1810 quando l’inglese Pierre Durand brevettò il metodo di conservazione degli alimenti in barattoli e scatole di latta. Ma per la decorazione in Art Deco di queste confezioni dobbiamo aspettare la metà dell’ottocento, allorquando a Michele Talmone venne l’idea di decorare la scatola di latta per renderla facilmente riconoscibile.

All’epoca cioccolato, caramelle, dolci e confetteria in generale, erano tutti venduti in scatole di metallo a chiusura ermetica.

Talmone facendo dipingere i due vecchietti dal cartellonista Oschner sia sulla scatola, sia sui manifesti pubblicitari, scoprì il grande impatto che può avere sul pubblico un’immagine pubblicitaria di grande effetto.

E fu così che, grazie alla Talmone, nel lontano 1890 nacquero le confezioni Art Deco. Il successo fu pressoché planetario, tanto che ben presto tutte le altre aziende dolciarie, in particolare i produttori di cioccolato, le adottarono per rendere il loro marchio unico e riconoscibile.

Perugina

Le prime scatole di cioccolato in Art Deco della Perugina dal 1925 agli inizi degli anni quaranta furono realizzate dall’artista Emma Bonazzi. Nota per l’originalità e l’impatto delle sue opere, Emma Bonazzi ideò per la Perugina confezioni di gran lusso usando tecniche e materiali diversi.

Dalla tempera, all’incisione su metallo, legno e persino ceramica, dal ricamo su seta, alle stoffe dipinte, le confezioni della Perugina con la Bonazzi si trasformarono in raffinate opere d’arte. La cura dei particolari, la scelta dei materiali e dei colori, hanno reso nel tempo le confezioni di cioccolato Art Deco della Perugina, preziosi oggetti da collezione.

Basti pensare che le scatole create da Emma Bonazzi facevano bella mostra di sé nelle vetrine dei più lussuosi negozi Perugina delle più importanti città italiane, Roma e Milano incluse. Le artistiche confezioni erano destinate ai governanti dei vari Paesi del mondo.

Oggi molti bozzetti delle opere di Emma Bonazzi sono gelosamente custoditi nell’Archivio Perugina, e una scatola di latta d’epoca Art Deco di questa azienda è venduta a cifre da capogiro.

Venchi

Cioccolata Art Deco, scatola VenchiA Torino, dopo la Talmone nata nel 1850, Silvano Venchi nel 1878 decise di fondare un’altra grande azienda pasticciera che chiamò semplicemente Venchi.

L’azienda di Silvano Venchi conquistò il mercato con originali praline realizzate con nocciole piemontesi caramellate e ricoperte di ottimo cioccolato extra fondente. Nascevano così le Nougatine Venchi.

Un prodotto così speciale doveva per forza avere una confezione unica che solo a guardarla parlasse non solo dell’azienda, ma anche del suo contenuto.

Venchi affidò l’incarico di decorare la scatola che avrebbe custodito le deliziose nougatine a un artista del calibro di Pietro Fenoglio che all’epoca era il protagonista assoluto del Liberty torinese e che aveva già curato l’immagine della fabbrica Venchi di Corso Margherita.

Lo scatolo di latta delle nougatine diventò immediatamente riconoscibile perché dalla confezione spuntava il volto sorridente di un ragazzo di colore con tanto di turbante in testa con una specie di cesto sotto il braccio dal quale spuntavano leccornie di ogni genere.

Altre scatole di cioccolato Art Deco di Venchi che sono rimaste nella storia, sono quelle del famoso Cioccolato esploratore nate in occasione delle prime spedizioni al Polo Nord. Sugli scatoli di latta apparivano tanti piccoli eschimesi che reggevano enormi tavolette di cioccolato. E lo slogan? Non poteva essere più appropriato: persino gli esquimesi lo apprezzano. Ovviamente il riferimento era al cioccolato Venchi.

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