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Dipendenza da cioccolato: il cioccolismo esiste davvero?

Dipendenza da cioccolatoNegli ultimi tempi si sente molto parlare di cioccolismo, un termine che per analogia con alcolismo e tabagismo sta a indicare la dipendenza da cioccolato.

Ma qual è il meccanismo che spinge alcune persone a consumare tanto cioccolato? E davvero il cibo degli dei crea dipendenza?

La dipendenza da cibo

La dipendenza da cibo non è stata riconosciuta dalla comunità scientifica come una vera e propria malattia.

Eppure è innegabile che per alcuni soggetti sia difficile fare a meno di determinati alimenti. E’ stato osservato che sono soprattutto i cibi grassi a creare dipendenza.

I lipidi contenuti in questi cibi sono responsabili della produzione di endocannabinoidi, che sono molecole naturali con il compito di attivare i recettori dei cannabinoidi che si trovano nel nostro cervello.

Questi recettori sono gli stessi cui si lega il principio attivo della cannabis. Naturalmente sono presenti in molte parti del corpo incluso il sistema gastrointestinale. La funzione dei cannabinoidi è di tenere sotto controllo ansia, depressione e stress.

Quando gli endocannabinoidi sono introdotti nell’organismo con droghe o stimolati attraverso l’alimentazione, il cervello manda continuamente il segnale di bisogno di quel cibo o di quella sostanza. Ed è  in questo modo che si crea la dipendenza.

La dipendenza da cioccolato

Sarebbe buona norma, per non correre il rischio di ammalarsi di cioccolismo, consumare cioccolati di qualità che non contengano grassi idrogenati.

Purtroppo non sempre si segue questa regola. La maggior parte del cioccolato che si trova in commercio ha provenienza industriale e, quindi, un’elevata percentuale di grassi saturi idrogenati.  Ovviamente, il consumo di questo tipo di cioccolato, o meglio di surrogato, favorisce il cioccolismo.

Il cioccolato oltre a contenere grassi che vanno a stimolare la produzione degli endocannabinoidi naturali, contiene anche una sostanza che si trova nella cannabis, l’anandamide che, guarda caso,  fa parte proprio degli endocannabinoidi.

Le sensazioni rilassanti che regala il cioccolato sono dovute proprio all’anandamide nome derivato dal sancrito ananda che significa appunto beatitudine interiore.

Inoltre, il cioccolato contiene feniletilammina, l’ormone che il cervello produce quando si provano sensazioni piacevoli. Quest’ormone a sua volta va a stimolare serotonina e dopamina, noti per essere gli ormoni del buon umore.

Proprio perché il cioccolato riesce a dare tutte queste sensazioni di benessere, in particolari condizioni di stress emotivo, alcuni individui tendono a eccedere con il suo consumo. Più si mangia cioccolato e più il cervello invia segnali di bisogno. In questo modo si entra in un circolo vizioso dal quale uscire diventa difficile, proprio come capita con le altre dipendenze.

Come liberarsi del cioccolismo

All’Inn-Cnr di Cagliari hanno preparato un farmaco a base di Rimonabant, sostanza nota per il controllo della fame, sperimentata sui topi anche per la dipendenza di cioccolato. Ma è bene non contarci troppo. Intanto il farmaco è ancora  in via sperimentale e poi ha suscitato molte polemiche a causa degli effetti collaterali.

In ogni caso, per dire basta alla dipendenza da cioccolato, non servono farmaci o pozioni miracolose, serve solo tanta buona volontà e, se il caso dovesse richiederlo, l’aiuto di un esperto psicologo.

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